QUESTO VENERDI', A PLANETARIO ON LINE, SI PARLA DEI MONTI E DELLE GROTTE DEL SISTEMA SOLARE
Scritto da Pietro Baruffetti   
Giovedì 24 Febbraio 2022 12:29
Tutti sanno che l'Everest è la più alta montagna del pianeta Terra (considerando l'altezza rispetto al livello del mare). Ma se chiedessimo quale è il monte più alto del Sistema Solare? I pianeti, i satelliti, e gli stessi asteroidi e comete del Sistema Solare hanno mostrato in molti casi analogie con le montagne terrestri. Per scoprire le cime più belle, le grotte più spettacolari del nostro sistema planetario, diamo appuntamento all'incontro in diretta di venerdì 25 febbraio alle ore 21:30 sulla pagina fb del Gruppo Astrofili Massesi.
La conferenza nasce da una scherzosa lezione che tenemmo una diecina di anni fa a una serata del CAI di Massa, in cui davamo anche consigli tecnici per poter scalare le diverse cime...

Nella foto: una parodia di una copertina delle storiche "Guide alle montagne d'Italia" curate dal CAI. Stavolta è però presente, oltre alla Luna vista dall'arco del Monte Forato, anche una bella parete verticale (Hathor Rupes) presente sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
 
GLI APPUNTAMENTI CON PLANETARIO ON LINE A GENNAIO-FEBBRAIO 2022
Scritto da Pietro Baruffetti   
Mercoledì 05 Gennaio 2022 12:48

 

Ecco il calendario delle iniziative di Planetario on line per i primi due mesi del 2022.Non pubblichiamo ancora il calendario annuale dato che stiamo “navigando a vista”. Il termine dei lavori all’edificio della scuola del Paradiso (che ospita il planetario) e la conseguente possibilità di riprendere gli incontri in presenza sotto la cupola del planetario, sembrano essersi spostati piuttosto avanti. Chi dice luglio, chi addirittura settembre. Vedremo gli sviluppi. Per non perdere i piacevoli contatti con voi, intanto vi diamo appuntamento on line, alle ore 21:30 di tutti i venerdì, sulla pagina fb del Gruppo Astrofili Massesi.

 
Ch' bèla Ninina...
Scritto da Pietro Baruffetti   
Domenica 02 Gennaio 2022 17:27

Come sanno coloro che ci seguono da più tempo, l'attività di ricerca astronomica in cui eccelle attualmente il GAM è l'osservazione di occultazioni asteroidali. Si tratta di osservare i rari e brevi istanti in cui un asteroide, muovendosi lungo la sua orbita nel cielo, si trova a passare, visto dalla Terra (e ovviamente solo apparentemente, dato che le distanze sono enormemente diverse) davanti ad  una stella e a nasconderla. Dato che conosciamo direzione e velocità dell'asteroide in quel momento, dalla durata dell'"eclisse stellare" possiamo ricavare un diametro dell'asteroide in questione, e se ci sono altre osservazioni non lontane da noi, se ne può ricavare anche la sagoma. Questo tipo di osservazione permette di ottenere informazioni altrimenti impossibili con qualsiasi telescopio terrestre e spaziale esistente finora (a meno di voler inviare una sonda direttamente dalle parti di ciascun asteroide, per ricavarne dimensioni e sagoma). Capita poi talvolta, nel fare queste osservazioni, di scoprire che l'asteroide è in realtà doppio, o ha un satellite relativamente vicino, o che la stella occultata non era una singola stella ma anch'essa a sua volta un doppia strettissima, sfuggita finora alle altre tecniche osservative.

Il 2021 è sato una annata di "media produttività" per il GAM: 5 osservatori (Pietro Baruffetti, Michele Bigi, Luca Angeloni, Lucia Papalini e Irene Baruffetti) hanno ottenuto complessivamente 20 risultati positivi, per 15 asteroidi diversi. Vorremmo cogliere occasione di una di queste osservazioni per fare un omaggio ai nostri cugini carraresi presentando l'occultazione prodotta dall'asteroide Ninina (in dialetto carrarese = ragazzina), che è risultata un’ interessante e ben seguita occultazione asteroidale, cui gli astrofili italiani han dato un contributo essenziale.

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A planetario on line, è la volta di Keplero
Scritto da Pietro Baruffetti   
Mercoledì 15 Dicembre 2021 17:46

450 anni fa (per l'esattezza il 27 dicembre 1471, in data gregoriana) nasceva nel sud della Germania il futuro astronomo Johannes Keplero (o, come più noto da noi, Keplero). Alla figura variegata e alla vita di tale personaggio, che fu contemporaneamente astronomo e astrologo, teorico musicale e teologo luterano, matematico e filosofo della natura si deve, come noto, la scoperta, per via empirica e sulla base di una  mole impressionante di osservazioni sue e di altri astronomi, delle leggi che portano il suo nome . Queste regolano il movimeno dei pianeti nel Sistema Solare, e non solo, e furono uno dei grandi contributi al passaggio dalla mentalità centrata sulla Terra e sulla figura del cerchio, a quella del Sole come centro dell'Universo con tutti i corpi che sono costretti a girargli intorno rispettando appunto le leggi trovate da Keplero.

Questo venerdì 17 dicembre, a partire dalle 21:30 dedicheremo a lui un incontro in diretta nell'ambito di planetario on line, il mezzo con cui il planetario comunale di Marina di Carrara tiene i contatti col suo pubblico in questo periodo di chiusura per lavori in corso all'edificio della Scuola del Paradiso, che ospita il planetario stesso. L’incontro, potrà essere seguito in diretta o comunque rimarrà registrato sulla pagina fb del gruppo astrofili massesi.

Nell'immagine: Il più famoso "ritratto di Keplero". In realtà si tratta di un falso del XIX secolo, derivato da un ritratto probabilmente di Maestlin (astronomo suo contemporaneo e maestro di Keplero).

 
A PLANETARIO ON LINE: La donna che ci ha dato il metro per misurare l'Universo
Scritto da Pietro Baruffetti   
Giovedì 09 Dicembre 2021 15:55

Cento anni fa, per l'esattezza il 12 dicembre 1921, moriva a Cambridge (Massachutes, USA) Henrietta Swan Leavitt. Alla sua figura di astronoma, e alla sua vita piena di pene e poche soddisfazioni, è dedicato l'incontro di domani, venerdì 10 dicembre, a partire dalle 21:30, di Planetario on line che sarà possibile seguire in diretta sulla pagina fb del Gruppo Astrofili Massesi, ove rimarrà comunque accessibile la registrazione.

Ma parafrasando il Manzoni: "Henrietta Leavitt? chi era costei?". L'astronoma (o meglio una delle assistenti calcolatrici che lavoravano presso l'Osservatorio di Harvard, ove non erano ammesse donne astronome) che durante l'analisi delle lastre fotografiche affidatele a tale scopo dal direttore dell'Osservatorio, Edward Pickeringn, scoprì 1777 stelle variabili nelle Nubi di Magellano e  si accorse che un tipo particolare di queste, denominate Cefeidi, mostrava una relazione fra durata della variazione e luminosità media della stella, Supponendo (come è in realtà) che le stelle all'interno di ciascuna Nube di Magellano si trovino ad una distanza identica, questo permetteva di sapere, una volta misurate la luminosità media di ogni singola Cefeide della nostra Galassia, quanto questa stella fosse lontana rispetto alle nubi di Magellano. Le sue diligenti annotazioni portarono alla formulazione, nel 1912 di una legge del rapporto fra Periodo e Luminosità delle Cefeidi, grazie alla quale Edwin Hubble poté misurare, nel 1923, la distanza della galassia di Andromeda (M31), sfruttando la presenza di alcune cefeidi visibili dentro tale galassia, dimostrando che la stessa non apparteneva alla nostra Via Lattea, ma era una galassia al pari della nostra.

Nell'immagine: una delle pochissime (5 per l'esattezza) foto della Leawitt.

 
STASERA, A PLANETARIO ON LINE, SI PARLA DELLE ATMOSFERE DEI CORPI DEL SISTEMA SOLARE.
Scritto da Pietro Baruffetti   
Venerdì 03 Dicembre 2021 15:41
Stasera , venerdì 3 dicembre, a partire dalle 21:30, per planetario on line avremo una lezione su “Le atmosfere dei corpi del Sistema Solare”. L’incontro, potrà essere seguito in diretta o comunque rimarrà registrato sulla pagina fb del gruppo astrofili massesi. Il vantaggio della diretta è che sarà possibile, mediante la chat, interagire con le relatrici, ponendo domande e richieste su quanto verrà detto. Nell’incontro si parlerà degli involucri gassosi che circondano, quando densissimi quando in parti infinitesime, i corpi più grandi del Sistema Solare (pianeti ma anche alcune lune più grandi). Si scoprirà assieme perché la nostra atmosfera sia così particolare (l’unica che contiene una sensibile percentuale di ossigeno gassoso), e cosa ha reso così differenti le atmosfere di pianeti anche relativamente non molto lontani da noi quali Venere e Marte.

Nell'immagine: un tramonto su Marte ripreso dalla sonda americana Curiosity sopra al cratere Gale il 15 aprile 2015. La diversa densità e composizione chimica dell'atmosfera marziana produce dei tramonti di un tono bluastro che cambiano con l'andare delle stagioni marziane.Mentre durante il giorno matziano (chiamato e numerato come "sol" e che dura poco più di 24h39m) il colore dell'aria è piuttosto rosato. L'esatto opposto di quanto accade sulla Terra.
 
Venerdì 19 novembre, a planetario on line si parla dell' "ASTRONOMIA DELL'INVISIBILE"
Scritto da Pietro Baruffetti   
Mercoledì 17 Novembre 2021 10:09
Rinviato causa coincidenza con la (non troppo fortunata, per i nostri colori) partita di calcio Italia-Svizzera della scorsa settimana, venerdì prossimo l'appuntamento di planetario on line sarà dedicato a "L' Universo invisibile". Il titolo fa riferimento al fatto che quello che vediamo, la luce visibile, è soltanto una minima parte delle onde elettromagnetiche che pervadono il cielo e lo spazio attorno a noi. Si va dalle radiazioni più forti (Raggi Gamma e X) alle meno energetiche onde radio. E perchè noi vediamo solo la luce e i suoi colori? Perchè la selezione naturale ha privilegiato la sensibilità alla zona dello spettro elettromagnetico in cui il Sole emette in maggiore quantità (per l'appunto la luce visibile) e non alle altre lunghezze d'onda in cui l'emissione energetica del Sole è minore. Da oltre un secolo però abbiamo costruito apparecchiature per osservare anche alle altre lunghezze d'onda. Ognuna di queste ci da una immagine diversa dello stesso oggetto, permettendo studi altrimenti impossibili se utilizzassimo la sola luce visibile. Sarà possibile seguire l'incontro, tenuto dalla studentessa massese d'astrofisica, Lucia Papalini, in diretta a partire dalle 21:30 sulla pagina fb del Gruppo Astrofili Massesi, interagendo via chat con domande o commenti. La registrazione dello stesso rimarrà comunque visibile sulla stessa pagina.

Nell'immagine una zona assai nota del cielo, la costellazione di Orione, come appare alle lunghezze d'onda della luce visibile (a sinistra) e nell'infrarosso (a destra). Nel primo caso vengono privilegiate le sorgenti calde (le stelle), che nell'immagine nell'infrarosso appaiono molto meno appariscenti e in gran parte invisibili. Diventano invece evidentissime le nubi fredde (di gas e polvere) che avvolgono tutta quella zona del cielo. E stiamo confrontando due radiazioni molto vicine: figuratevi cosa accade passando alle onde radio, oppure ai raggi X.
 
QUANDO L'ASTRONOMIA SI INCONTRA CON LA STORIA
Scritto da Pietro Baruffetti   
Giovedì 04 Novembre 2021 22:31
Domani sera, venerdì 5 novembre, a partire dalle 21, per planetario on line, avremo un incontro in diretta su un tema insolito: ovvero “datare la Storia cogli eventi astronomici”. Le leggi dell’astronomia sono così accurate che è possibile prevedere aspetti e fenomeni del cielo del futuro, anche a distanza di millenni. Il gioco può però essere fatto anche all’indietro per calcolare fenomeni del passato. Talvolta vicende storiche, artistiche o culturali riflettono o narrano determinati eventi del cielo, che è facile oggi calcolare e quindi determinare, con l’approssimazione di poche ore, i momenti reali di certi eventi storici. Un esempio fra i tanti che si potrebbero fare (alcuni dei quali saranno l’argomento della lezione on line): come molti sapranno il filosofo greco Talete acquistò una fama immensa presso i suoi contemporanei per essere riuscito a calcolare una eclisse solare. Durante tale eclisse era in corso una battaglia fra Medi e Lidi, che di fronte al fenomeno, attoniti decisero di terminare la battaglia. Oppure sarà svelato il perché astrale dell’inconsueta scelta della notte del 10 giugno 1557 per la posa della prima pietra di Massa Nova da parte del duca Alberico I Cybo. L’incontro, potrà essere seguito in diretta, e comunque rimarrà registrato, sulla pagina fb del gruppo astrofili massesi.

Nell'immagine: questo settore dell'astronomia, prosaicamente denominato "astronomia forense" può essere utilizzato anche, ad esempio, per datare foto o dipinti, come il celeberrimo "Notte stellata" (titolo non dato dall'autore) di Van Gogh, in cui sono presenti, in una posizione caratteristica, Luna, Venere, la costellazione dell'Ariete).
 
A Planetario on line Un viaggio nella giungla dei tempi
Scritto da Pietro Baruffetti   
Giovedì 21 Ottobre 2021 20:15

L'incontro di Planetario on line di  questo venerdì 22 ottobre, alle ore 21:30, parte da una domanda solo apprentemente banale: "scusi, sa dirmi che ore sono?" per un viaggio sui modi di misurare il tempo, a partire dall'antichità, fino ai nostri giorni.

Un'occasione per comprendere concetti quali Tempo atomico, Tempo Universale, Tempo Siderale, Tempo Solare Vero e altri modi di contare il tempo inventati a fini scientifici o pratici. Si imparerà anche a leggere le ore delle meridiane e perché esse, nella nostra zona, non possono mai darci l'ora identica a quella di un comune orologio, in quanto misurano l'ora solare vera del luogo e non quella media del fuso. La differenza poi varia nell'anno a causa del moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole, che avviene talvolta più velocemente, tal'altra più lentamente.

Nell'immagine: l'orologio atomico più preciso, attualmente esistente, ha capacità veramente incredibili. La sua precisione assoluta è tale che, se fosse stato avviato, ipoteticamente, all'epoca del Big Bang (quasi 14 miliardi di anni fa) non avrebbe ancora accumulato un errore di 1s; ed è così sensibile da poter misurare la diversa durata del tempo che i nostri piedi hanno rispetto alla nostra testa (sic!) a causa della differenza relativistica dello Spazio-Tempo anche per differenze di altezze di 2 soli cm...!

 
Venerdì e sabato si guarda la Luna (e i pianeti)
Scritto da Pietro Baruffetti   
Mercoledì 13 Ottobre 2021 21:41

Venerdì 15 e sabato 16 ottobre, due interessanti iniziative del Gruppo Astrofili Massesi.

Venerdì alle ore 21:30, per "Planetario on line" sulla pagina facebook dello stesso Gruppo Astrofli Massesi si parlerà in diretta di come si fotografa il cielo e, meteo permettendo, si farà vedere al telescopio (grazie ad una telecamerina inserita nello stesso) la Luna da vicino, e con lei i pianeti Giove e Saturno e qualche ammasso stellare.

Sabato dalle 21:00 alle 22:30 alcuni soci GAM saranno poi presenti, su invito dell'associazione ARCI Grande Età o.d.v. ,che gestisce il parco, sulla sommità del Monte di Pasta, a Massa, per far vedere gli stessi oggetti nel cielo, insegnando a riconoscere anche alcune costellazioni principali.

Le due osservazioni lunari rientrano nella InMON (International Moon Observe Night, Serata Internazionale di Osservazione della Luna) una iniziativa promossa da quasi due decenni dalla NASA in collaborazione con le realtà professionali e amatoriali di tutto il mondo (per l'Italia INAF e UAI) per avvicinare alla Luna gli appassionati del cielo. Quella del Monte di Pasta è a ingresso libero, con obbligo di mascherina, grazie alla collaborazione dell'associazione che gestisce il parco stesso raggiungibile al telefono 327 8453188, ed è una delle 13 postazioni in Toscana. Ricordiamo che la sommità della collinetta denominata Monte di Pasta è in realtà a 90 metri di altezza (45 più del piano circostante) ed è raggiungibile attraverso un ampio sentiero pedonale illuminato, ma è pur sempre una piccola salita di qualche centinaio di metri. Si consiglia un abbigliamento adeguato alla permanenza all'esterno.

Nell'immagine: un particolare della superficie lunare in una foto del socio GAM Paolo Lazzarotti. Si riconoscono (da destra) il punto di sbarco dell'Apollo 11 (freccia gialla verdo l'alto), 3 piccoli crateri due dei quali (il primo e il terzo da sinistra)  dedicati a componenti l'equipaggio della missione stessa (in ordine: Aldrin e Collins; il cratere Armstrong è poco fuori campo a destra), una piccola porzione del Mare della Tranquillità (la zona pianeggiante che prende gran parte dell' immagine, sono evidenti corrugazioni e crepe nel materiale basaltico che ha dato origine al mare). Per riferimento i due crateri più grandi in basso si chiamano Ritter e Sabine ed hanno un diametro di circa 30 km ciascuno ed una profondità di poco meno di 1.5 km.
 
Per planetario on line, l'astronomia dei nativi americani
Scritto da Pietro Baruffetti   
Mercoledì 06 Ottobre 2021 10:29

Venerdì 8 ottobre, a partire dalle 21:30, per planetario on line avremo un incontro in diretta su un tema poco conosciuto. Ovvero “ L'Astronomia dei nativi americani”. Con quest'ultimo termine vengono comunemente indicate le popolazioni che vivevano nel Nord America prima della colonizzazione europoea. Immancabilmente anche presso di loro l'astronomia ha avuto scopi pratici e simbolici, dal computo del tempo alla previsione dei momenti adatti per attività quali la caccia, la pesca o le attività agricole, senza trascurare la ricca simbologia a sfondo animalesco, nei cieli e sulla terra. Fra i più famosi ricordiamo Sioux, Apache, Cheyenne, Navajo, ma anche Esquimesi e tanti altri. L’incontro, potrà essere seguito in diretta, o comunque rimarrà registrato sulla pagina fb del gruppo astrofili massesi. Il vantaggio della diretta è che sarà possibile, mediante la chat, interagire ponendo domande e richieste su quanto verrà detto.

Nell'immagine: una leggenda, comune a una decina di tribù Lakota (fra cui i Sioux), spiega la natura di questo celebre monolito del Wyoming, il primo monumento nazionale denominato dagli USA, col fatto che sette giovani ragazze, mentre giocavano, vennero inseguite da una o un gruppo di orse. Le ragazze si rifugiarono su una grossa roccia, che il Grande Spirito innalzò di quasi 400 metri sulla pianora circostante. L' orsa cercò invano di raggiungerne la cima, lasciando le strisce delle unghiate sulle pareti. Le sette giovani vennero poi portate in cielo a formare quella che per noi è il bellissimo ammasso stellare delle Pleiadi. Il monumento naturale è noto agli americani col nome di Devil Toweer (torre del diavolo) da una loro cattiva traduzione di uno dei nomi che le attribivano invece i nativi ameicani, in molti dei quali compare, con storie diverse, un orso.

 
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