Sempre più piccolo; sempre più lontano E-mail
Scritto da Pietro Baruffetti   
Domenica 06 Settembre 2020 16:33

Prosegue l'attività di misura delle dimensioni di asteroidi, di cui il nostro gruppo è uno dei protagonisti sulla scena mondiale. Negli ultimi 30 giorni membri del nostro gruppo hanno osservato e misurato l'asteroide più piccolo che ci è capitato di intercettare finora (meno di 6 km di diametro) ed un lontanissimo asteroide della famiglia del TNO (Oggetti Trans Nettuniani), ovvero quegli asteroidi che si trovano oltre l'ultimo pianeta ufficiale del Sistema Solare: appunto il pianeta Nettuno. Cominciamo proprio da quest'ultimo dato che esso ha segnato un ottimo risultato per il gruppo e per gli osservatori italiani, molti dei quali stimolati ed aiutati da noi a partecipare a questa campagna internazionale.

Lo scorso 8 agosto intorno alle 22h43m30s, di ora estiva, una bella occultazione asteroidale è stata visibile dall’Italia (e, come vedremo, non solo...). L’orario preciso variava a seconda della postazione e della sua posizione rispetto al moto dell’ombra dell’asteroide. Quest'ultima passava dapprima sopra il mitico capoluogo siberiano di Novosibirsk alle 20:40 (TU) per terminare, dopo soli 6 minuti, in mezzo all’Atlantico,  poco dopo aver coperto le Canarie e l’Isola di Madeira, per  perdersi nella luce del giorno qualche migliaio di km dopo l’arcipelago spagnolo.

Fig. 1 : la traccia dell’occultazione asteroidale di (307261) 2002MS4 (la linea verde segna il percorso del centro dell’ombra prevista, in blu i due margini dell’asteroide, in rosso intenso e sottile rispettivamente i margini di errore 1 e 2 s). L'immagine è “in soggettiva” dall’asteroide. Ossia cosa avrebbe potuto vedere un ipotetico osservatore presente sulla superficie del TNO stesso guardando verso la Terra.

Ricordiamo che una occultazione asteroidale è, per certi versi, una "eclisse stellare". Solo che mentre nelle eclissi (totali) della stella Sole noi abbiamo la Luna che passa (vista dalla Terra) davanti al Sole nascondendolo progressivamente fino a farlo sparire del tutto per alcuni minuti, in una occultazione asteroidale abbiamo, appunto, un asteroide, che passa davanti ad una stella lontana, nascondendola (quasi sempre in maniera istantanea) per alcuni secondi. Nota la velocità orbitale dell'asteroide, dalla durata dell'occultazione si ricava quanto è "largo" l'asteroide, come visto da quel punto della Terra. Se l'osservazione è fatta da diverse postazioni le diverse durate ricostruiscono la sagoma dell'asteroide.

Nel caso di cui parliamo adesso si è trattato di una occultazione prodotta dall’oggetto 2002 MS4, che passando davanti ad una debole stellina (UCAC4 419-096262, di magnitudine 14.7 nel V e 13.7 nel R) della costellazione dello Scutum (Scudo), la nascondeva per qualche decina di secondi. Terminato il passaggio (apparente) davanti alla stellina, la stessa si sarebbe poi “riaccesa” e resa nuovamente visibile. E così è stato, rispettando (come vedremo) con buona precisione le previsioni. Ma vediamo un attimo che cosa sia 2002 MS4, l’asteroide che ha prodotto tale occultazione, e che era in quei momenti del tutto invisibile anche ai telescopi di medie dimensioni, a causa della sua lontananza dal Sole e della sua debolissima luminosità. E’, infatti, un asteroide della fascia più esterna del Sistema Solare, appartenente alla famiglia del TNO (Oggetti Trans Nettuniani), e distava in quel momento  oltre 6 miliardi e 380 milioni di km dalla Terra (se preferite: circa 6,3 ore luce…).

fig.2 - l'orbita e la posizione, al momento dell'occultazione, del TNO 2002 MS4, rispetto alla Terra (la cui orbita è rappresentata dal piccolo cerchio azzurro vicino al centro dell'immagine, centro che a sua volta indica la posizione del Sole). Come si vede l'oggetto orbita molto oltre l'orbita del pianeta più lontano dal Sole (Nettuno), ed ha un'orbita abbastanza inclinata (per i pignoli: 17,67264° sul piano dell'Eclittica, su cui sono disposti, con differenze di meno di 1°, tutti gli altri pianeti). I trattini verticali indicano proprio la distanza dal piano dell'Eclittica. Se sotto l'orbita (come accadea destra) vuol dire che l'asteroide era sopra il piano dell'EClittica stessa, e viceversa. E' pure indicata a destra in alto la posizione in quell'istante del TNO, che impiega ben 272,28 anni a fare un'orbita completa attorno al Sole, e che si troverà al Perielio (ovvero il punto più vicino al Sole e alla Terra) il 4 dicembre 2122.

E non un TNO qualunque. Osservazioni eseguite negli ultimi anni coi più grossi telescopi da Terra o da sonde (fra cui i telescopi spaziali Hubble, Spitzer, o la sonda New Horizon o i  telescopi terrestri più grandi, da Palomar – ove venne scoperto –  ad altri ancora più grandi), nonché curve di luce(ovvero il suo variare di luminosità a causa della sua rotazione su se stesso) e due osservazioni di occultazioni avvenute nel luglio e agosto 2019 (ma con sole 3 corde positive complessive), lo stimavano di dimensioni di poco inferiori ai 1000 km e di forma molto vicina alla sferica. E quindi meritevole di rientrare nel novero dei pianeti nani: una tipologia di oggetti per la quale sono stati proposti finora 10 TNO (vedi fig. 3), oltre a Cerere, il più grande asteroide della Fascia Principale, (quest’ultima è quella degli oggetti che orbitano fra Marte e Giove).

Fig.3 – I 10 oggetti transnettuniani  finora proposti per ottenere la classificazione di pianeti nani. Come si vede 2002 MS4 è l’unico a non possedere ancora un nome proprio (mantiene tuttora la sua denominazione tecnica al momento della scoperta)  e l’unico (assieme a Sedna) a non possedere uno o più satelliti. I primi 4 TNO in alto sono già definitivamente classificati quali pianeti nani; gli altri sono in predicato di divenirlo. In basso, Luna e Terra, per dare una idea delle dimensioni reali.

Come accade praticamente sempre nel caso dei TNO, la previsione dell’occultazione e la campagna osservativa era stata lanciata da tempo dal gruppo Lucky Star, una organizzazione internazionale diretta da  un  giovane astronomo brasiliano, Felipe Braga Ribas e dal francese  Bruno Sicardy e che vede fra i promotori l’Osservatorio Nazionale del Brasile e l’Osservatorio di Paris Meudon.  Il 22 luglio Felipe Braga ha inviato, attraverso i canali informativi di questo settore, un appello per l’osservazione di questo evento, ricordando le peculiarità dell’oggetto e l’interesse dell’osservazione.  Fra i primissimi a raccogliere l’invito è stato il Gruppo Astrofili Massesi nella persona del suo presidente Pietro Baruffetti, che ha visto nell’osservazione, oltre all’interesse scientifico, la possibilità di sfidare i limiti della propria strumentazione.

Fin da subito abbiamo "rimbalzato" la notizia all’interno dei gruppi di conoscenti, in particolare attraverso la mailing list del gruppo Asteroidi UAI ed una lista personale del GAM che abbiamo denominata “Occultazionisti italoparlanti”  e che comprende tutti gli astrofili interessati alle occultazioni con cui siamo entrati in contatto negli anni, sia in Italia che nel Canton Ticino. Abbiamo anche pubblicato una UAI-News sull’argomento. Fatto è che poi la partecipazione italiana è stata davvero notevole (almeno 30  osservatori dichiaratisi disponibili all’osservazione; 22 dei quali poi hanno potuto effettuare l’osservazione in una serata sostanzialmente serena per buona parte della penisola, e, cosa relativamente non comune per il nostro paese, con ben 19 corde positive: ovvero con 19 postazioni da cui è stato registrato effettivamente una occultazione). Per il dispiegamento di postazioni attivate si veda le figg. 4 e 4 bis.

Fig. 4 e 4bis – La distribuzione delle postazioni annunciate in Europa e nella sola Italia per l’osservazione dell’occultazione prodotta da 2002 MS4 sulla base delle disponibilità comunicate attraverso il programma Occultwatcher. Quest’ultimo riportava 53 postazioni: nella realtà è poi accaduto che esse siano state assai più numerose (una ventina almeno hanno osservato senza preannunciare la propria partecipazione alla campagna). Con un risultato finale di oltre 42 postazioni che hanno potuto effettuare l’osservazione (almeno altre 21 sono state impedite dalle condizioni meteo o da problemi tecnici dell’ultima ora). Fra quelle che hanno osservato, 23 (19 delle quali italiane) hanno assistito ad una occultazione, di durata diverse a seconda della posizione rispetto alla traccia dell’ombra asteroidale. In blu i bordi settentrionali e meridionali della traccia dell’ombra stessa; in verde il moto del centro del TNO. Le corde dei vari osservatori (individuati ciascuno dalla base di uno dei telescopi) hanno colori in codice che indicano la maggiore o minore esperienza degli osservatori stessi.

Come si può notare in fig. 4, oltre che sulla terra ferma, era presente anche una postazione alle Canarie. Corrisponde all’osservatorio personale di Daniele Casorati, un tecnico del TNG (Telescopio Nazionale Galileo, il più grande strumento ottico di proprietà (quasi) esclusiva italiana e posto presso la zona del Roque de los Muchacos, sull’isola di La Palma, ove trovano sede anche altri grandi strumenti internazionali). Daniele, che abita stabilmente da anni all’isola di La Palma, si è costruito un osservatorio sulle falde della stessa montagna che ospita i grandi strumenti professionali, circa a metà della strada che porta agli osservatori stessi. Eravamo entrati in contatto con lui per il tramite del direttore del TNG, Ennio Poretti (un amico da lunga data del GAM). Questa osservazione, come vedremo, ha un peso particolare, in quanto si tratta dell’osservazione più meridionale (non solo rispetto alla Terra, ma anche rispetto alla sagoma dell’asteroide). Due osservatori in Grecia sarebbero stati ancora relativamente più a sud rispetto alla sagoma dell’asteroide, ma sono stati impediti dal maltempo. La corda della postazione di Casorati è quella marrone chiaro che si vede passare poco sotto Palermo in fig.4, mentre quelle delle due (mancate) postazioni greche sono le due nere ancora più a sud, vicine al bordo blu dell’ombra asteroidale prevista. La stessa fig. 4 evidenzia la “posizione strategica” dell’Italia in questa occultazione. Come si vede il nostro paese copriva tutto il diametro asteroidale: rimane il piccolo rammarico del fatto che questa pratica osservativa trovi ancora pochi “adepti” nel nostro sud e nelle isole, e che un paio di osservazioni siciliane e calabresi siano state impedite dalle condizioni meteo (fig. 5).

Fig. 5 – La situazione meteo nelle prime ore del 9 agosto. Nella notte precedente, la copertura nuvolosa della Grecia e del nostro sud era stata ancora più marcata. Fonte NASA.

Ma torniamo all’osservazione. Questa presentava alcune difficoltà. A parte la magnitudine degli oggetti, per cui moltissime postazioni hanno dovuto integrare per più di 2s per ottenere una immagine nitida della stellina interessata, c’era anche il fatto che il campo stellare era situato in una delle zone più affollate di stelle nella via Lattea. Per darne un’idea può bastare l’immagine (di circa 1’ di lato, ovvero 700 volte più piccola delle dimensioni apparenti della Luna in cielo!) della zona, come compare nell’atlante/catalogo PanSTARRS DR1

Fig. 6 – Il campo stellare interessato dall’occultazione. La stella che ha subito l’occultazione, UCAC4 419-096262, è al centro dell’immagine, indicata dal crocicchio. Si noti la densità di stelle presenti in una zona di circa 1’ quadrato di cielo; per intenderci pari ad 1/700 della superficie apparente della Luna!!!. Fonte PanSTARRS DR1, da Aladin Lite, CDS Strasbourg

Questo ha aggiunto una difficoltà ulteriore a coloro che osservavano con strumenti di focale inferiore al 1500-2000 mm, dato che le stelle si facevano pericolosamente vicine fra loro, in grado quindi di disturbare la misurazione della luminosità della stella interessata all’occultazione. Per fortuna però il calo di luminosità atteso era così  grande (quasi 6 magnitudini) che una piccola interferenza sarebbe stata sopportabile.

Ma veniamo alla serata dell’8 agosto, che in molti abbiamo vissuto anche in diretta grazie ad una video chat organizzata dall’Osservatorio della Montagna Pistoiese. La richiesta era di non prestare attenzione solo agli istanti previsti per l’occultazione centrale, ma da estendere l’osservazione il più possibile prima e dopo l’evento per cercare eventuali satelliti o, chissà mai, anelli attorno al TNO. Al momento in cui scriviamo sembra che nessuno abbia assistito a eventi particolari al di fuori dell’occultazione principale, ma l’analisi completa non è ancora terminata. Il problema più grosso, come accennavamo, è stato il fatto di dover "posare" (integrare) fino ad alcuni secondi per poter riuscire a vedere con sicurezza la debole stellina. L’asteroide infatti (per una combinazione del suo moto proprio, del moto di rivoluzione e rotazione della Terra) aveva una velocità apparente (misurata rispetto alla superficie terrestre) di quasi 40 km/s. Non poco quando si considera che si voleva andare a misurare un diametro massimo dell’asteroide attorno ai 1000 km, per cui un errore di  ±3 s corrispondeva già di per se a 120 km in più o in meno. E certe osservazioni (specialmente quelle eseguite con CCD, con la necessità fra una posa e l’altra di un intervallo in cui l’immagine viene scaricata) arrivavano giocoforza a tali incertezze, ed anche oltre. Noi da Massa avevamo predisposto 5 postazioni, ma alla prova dei fatti, essendo per molti la prima esperienza di occultazione, i risultati validi sono stati soltanto due: quello di Pietro Baruffetti e Michele Bigi, entrambi operanti con una videocamera Watec 910 che integrava su 2.56s (senza interruzione fra una immagine e l’altra, dato che lo scarico dell’immagine avviene in queste telecamere – le migliori per le occultazioni asteroidali – mentre la telecamera sta riprendendo l’integrazione successiva).

Fig. 7 – Due integrazioni successive dal filmato di Pietro Baruffetti. Nel primo la stella UCAC4 419-096262 è chiaramente visibile, mentre 2,56s dopo è scomparsa. I piccoli punti bianchi netti  sono i cosiddetti “pixel caldi”, ovvero singoli pixel della tele camerina, che han perso la perfetta funzionalità con l’andare del tempo (la nostra Watec 910 ha più di 3 anni di onorato servizio, con 32 osservazioni positive di occultazione e quasi un centinaio di negative, oltre a ore di “astroturismo” nelle serate osservative pubbliche del gruppo).

Vedremo fra poco i dati delle osservazioni italiane comunicateci. Chiariamo subito che questo deve intendersi più un ringraziamento a tutti coloro che han voluto dedicare le proprie forze all’osservazione di tale occultazione, che un risultato scientifico definitivo. Questo sarà prodotto da Felipe Braga Ribas alla fine delle analisi di tutte le osservazioni effettuate[1], e riporterà come coautori tutti coloro che han partecipato alla campagna osservativa. Per continuare a spiegare come sono stati ottenuti i dati che compaiono più avanti nella nella tabella 10, diciamo che, ad esempio, il filmato di Baruffetti (della durata di quasi un’ora) è stato poi analizzato tramite un programma free Tangra, che ricava autonomamente la curva di luce, misurando il flusso luminoso della stella e di una o più confronto, che l’osservatore indica all’inizio del suo filmato. Per una migliore visibilità ed eliminare i disturbi dell’elettronica ineliminabili con queste camerine quando si opera al massimo delle loro possibilità, riportiamo in fig. 8 la curva di luce, al momento dell’occultazione, ricavata dal filmato di Pietro Baruffetti[2].

Fig. 8 – Curva  di luce, nell'osservazione del socio GAM Pietro Baruffetti, nei momenti attorno all’occultazione prodotta da (307261) 2002MS4. Ogni punto della curva è ottenuto facendo una somma di tutta la luce raccolta in 64 frame – della durata ciascuno di 0.04s - su cui operava la telecamera Watec 910 per eseguire le singole integrazioni, per una durata complessiva pari dunque a 2,56s ciascuna. In giallo la luminosità della stella occultata, in celeste quella di una delle 3 stelle di confronto utilizzate per determinare e controllare l’andamento della luminosità dell’oggetto. Per la riduzione è stato usato il programma Tangra.

Tale curva di luce, ottenuta col programma Tangra, viene poi esportata (in formato .csv) in un programma specifico (AOTA: Asteroidal Occultation Timing Analyzer; lo si trova nel menù principale del programma Occult 4.6.0., una miniera di informazioni e dati incredibili sulle occultazioni, asteroidali, lunari ecc.). Questo programma, con un procedimento misto di automatismo e manualità, ricavava la curva, determinando gli istanti di inizio e fine occultazione, il margine d’errore ecc. (Vedi la sottostante figura 9).

Fig.9 - La riduzione e rilevamento dei tempi dell'occultazione osservata da Baruffetti, mediante l'utilizzo del programma automatico AOTA:

Veniamo ora all’elenco delle osservazioni italiane pervenuteci in merito a questa occultazione:

Fig. 10 – l’elenco delle osservazioni italiane dell’occultazione di UCAC4 419-096262 da parte del TNO(307261) 2002MS4, nella serata dell’8 agosto 2020. Le diverse colonne riportano: Il nome dell’osservatore o del gruppo; la longitudine della postazione (col segno meno la sola postazione ad Ovest del meridiano di Greenwich, corrispondente a Daniele Carosati dalle Canarie); la latitudine della stessa; l’altezza in metri sul livello del mare (è questo un parametro di cui tener conto nella riduzione dei dati osservativi dato che per una stella abbastanza bassa sull’orizzonte, questo fatto potrebbe falsare anche di parecchi km il solo dato ottenuto mediante la longitudine e latitudine); l’istante locale della sparizione (D = Disappearance) in Tempo Universale (TU); l’istante di riapparizione della stella al termine dell’occultazione (R = Reappearance); l’istante centrale dell’occultazione osservata; la durata della stessa.

Mettendo assieme tutte le corde osservate, una funzione del citato programma Occult permette infine di ricavare la sagoma dell’asteroide, come migliore interpolante delle varie corde. Nella figura finale (n° 12) ecco quindi la sagoma (provvisoria) ricavata dalle sole osservazioni italiane. Come si può vedere esso risulterebbe sostanzialmente sferico, con due assi poco differenti, di  802x747 km circa. Ora il discorso si fa di lana caprina. La definizione di “pianeta nano” (presa dall’Assemblea dell’Unione Astronomica Internazionale durante il congresso internazionale a Praga nel 2006) non è univoca e c'è ancora chi la tira tuttora da una parte e dall’altra. Causa del contendere è il pianeta nano Plutone, che, essendo stato scoperto da uno statunitense (Clyde Tombaugh) nel 1930, viene di volta in volta ripresentato dagli americani come meritevole di essere inserito fra i pianeti. In attesa che l’IAU fissi un limite di dimensioni minime per poter attribuire la classificazione di “pianeta nano” ad un TNO di forma grossomodo sferica, ci si attiene ad una misura di 800 km, senza  però nessuna decisione ufficiale in tal proposito. Dunque per le nostre osservazioni il nostro 2002 MS4 sarebbe veramente border line , con un piede più fuori di quella classificazione che dentro. Allo stato attuale dell’analisi di tutti i dati, considerando quindi anche le altre osservazioni europee, il diametro passerebbe a 808x748 km, il che non cambia di molto il “destino” del nostro TNO. Staremo a vedere che cosa deciderà l’IAU.

Due parole sull’asteroide: venne scoperto il 18 giugno 2002 da C. A. Trujillo e M. E. Brown, su lastre prese dal telescopio Samuel Oschin di Monte Palomar, noto anche come Oschin Schmidt, o, ancor prima, come telescopio Schmidt di 48 pollici. Tale telescopio, operativo da fine degli anni ’40, è un telescopio (attualmente di tipo robotico) di tipo Schmidt che ha fatto molta della storia dell’astronomia dagli anni ’50 in poi. La scoperta avvenne nell’ambito dei progetti LINEAR (acronimo di Lincoln Near-Earth Asteroid Research, ovvero ricerca degli asteroidi vicini alla Terra – Near Earthda parte del Laboratorio Lincoln del Massachutes Institute of tecnology – MIT- ) e NEAT (Near Earth Asteroid Tracking, ossia Cercatore di asteroidi che sfiorano la Terra) che fanno riferimento alla NASA e al JPL (Jet Propulsion Laboratory). Dedicato alla ricerca di oggetti che sfiorano l’orbita terrestre (NEO) da quando ci si è resi conto che il pericolo dell’impatto con un oggetto orbitante non era solo teorico, è stato il primo grande programma di tale tipo (vedi figure 11) e al 15 settembre 2011 il programma contava la scoperta di 231.082 oggetti dei quali almeno 2423 erano veri e propri NEO, 279 erano nuove comete, e per il resto "normali" asteroidi.

Fig. 11 - Numeri annuali di scoperte di NEA (Near Earth Asteroids), asteroidi la cui orbita passa relativamente vicino alla Terra o che intersecano l'orbita terrestre, dal 1995 al 6 gennaio 2020. Come si può vedere la rete osservativa LINEAR (e anche la sua derivata NEAT) hanno svolto un ruolo essenziale agli inizi di questa attività di ricerca di oggetti potenzialmente pericolosi. Diciamo subito che nessuno di tutti questi è previsto impattare, almeno per tutto questo secolo, con la Terra. A più lungo termine l'orbita di questi oggetti (generalmente di massa relativamente piccola e quindi soggetti alle perturbazioni gravitazionali degi altri oggetti del Sistema Solare) diventa sempre più indeterminata. Ma qualora dovesse accadere si può ipotizzare che la ricerca sarà così evoluta da impedire gli impatti catastrofici quali quelli che han causato grandi estinzioni di massa degli esseri viventi sul nostro pianeta.

Come accennavamo il nostro diametro risulta un poco più piccolo del diametro (anch’esso provvisorio) ottenuto utilizzando tutte le osservazioni europee. Ma si tratta pur sempre di una analisi poco più che preliminare, che indica una tendenza che può essere sicuramente riaggiustata nel corso dello studio finale di questa interessante occultazione, una delle meglio seguite fra tutte quelle che hanno interessato degli oggetti trans nettuniani.


Il momento dei ringraziamenti, dovuti ma anche sinceri. Prima di tutto a Felipe Braga Ribas, di Lucky Star, che ha promosso la campagna osservativa e che si accollerà il lavoro di mettere assieme tutti i dati per un articolo conclusivo; ad  Eric Frappa di Euraster che ha rivisitato pazientemente molte delle osservazioni (non solo quelle italiane), standardizzandole con la riduzione tramite AOTA; a Michele Bigi, socio GAM, che ha creato (dai dati italiani) il profilo di (307261) 2002MS4* [3] Un ultimo ringraziamento a tutti i soci GAM che ci han provato, indipendentemente da come sia andata la loro osservazione.



[1] Ne stanno arrivando anche mentre stiamo scrivendo questa piccola nota, il 26 agosto

[2] I singoli punti sono separati di  2.56s uno dall’altro

[3] A proposito: la sigla indica con 307261 il fatto che sia il 307261esimo asteroide scoperto – seguendo l’ordine cronologico – mentre 2002 indica l’anno della scoperta e MS4 un ordine sequenziale fra gli asteroidi scoperti nell’anno, che, lo spieghiamo per i più pignoli, indica con la prima lettera la quindicina in cui è avvenuta la scoperta, dove A sta per i primi quindici giorni di gennaio, B per la seconda parte di gennaio, fino a Y che è la seconda parte di dicembre; la seconda lettera l’ordine di scoperta in quella quindicina, ove quindi S indica il numero 18; finite però le lettere dell’alfabeto inglese si aggiunge un suffisso per indicare quante volte si è dovuto ripetere il ciclo delle 25 lettere. Insomma, se proprio morite dalla voglia di saperlo, il nostro è il 118° asteroide scoperto nel periodo fra il 16 e il 30 giugno 2002…).

 

E veniamo all'altra occultazione "record" cui abbiamo accennato all'inizio di questa nota. La sera di giovedì 3 settembre, per l'esattezza alle ore 21h 37m e 43 secondi (di Ora Estiva; i centesimi li vedremo fra poco), un minuscolo asteroide di meno di 6 km di diametro, appartenente alla Fascia Principale (quella degli asteroidi che orbitano fra Marte e Giove) è passato davanti ad una stella della costellazione di Ofiuco, "ecclissandola" per soli 31 centesimi di secondo. Il "nome" della stella è TYC 6825-00404-1 mentre l'asteroide risulta catalogato come (50283) 2000 CO20. I record di questa occultazione sono stati di essere la più corta finora mai osservata da soci GAM, quella dell'asteroide più piccolo mai catturato dal gruppo e quella con maggiori osservatori in contemporanea allo stesso telescopio (4). Il record di osservatori GAM impegnati contemporaneamente su un risultato positivo, ma su strumenti tutti diversi risale al 18 giugno 2009, quando una occultazione dell'asteroide (619) Triberga, venne osservata da Pietro Baruffetti, Luca Angeloni, Gabriele Tonlorenzi e Daniele Del Vecchio. Il calcolo di questa occultazione del 3 settembre era stato effettuato proprio da soci del nostro gruppo, in particolare il nostro don Michele Bigi, che gestisce le previsioni ITALOccult, molto attese ed utilizzate anche a livello internazionale.La posizione dell'asteroide rispetto ai pianeti del Sistema Solare, al momento dell'occultazione, è riportata in fig. 12.

Fig. 12 - la posizione dell'asteroide 2000 CO20 al momento in cui ha nascosto la stella. Sono rappresentate anche le posizioni e le orbite dei pianeti da Mercurio a Giove. I trattini sopra e sotto la curva che rappresenta l'orbita dell'asteroide indicano, rispettivamente, il suo trovarsi sopra o sotto il piano dell'Eclittica (ossia il piano su cui orbitano la Terra e la maggioranza dei pianeti). Come si vede l'asteroide ha una bassa inclinazione sull'Eclittica, di poco più di 3°

Nelle previsioni curate da Michele la traccia dell'ombra dell'asteroide sarebbe dovuta passare come vediamo in fig. 13, e dalla postazione di Baruffetti (quella sera Michele Bigi ha avuto un problema inatteso con l'elettronica della sua apparecchiatura e non ha potuto osservare questa occultazione) la probabilità di essere colpiti dall'ombra risultava del 2,3% (la stessa che valeva, in pratica, per una fascia larga circa 54 km e centrata sul centro dell'ombra prevista). Qualche pignolo avrà forse notato che la traccia prevista di occultazione risulta (vedi sempre fig 13) ben più larga dei 5,569 km (diametro "ufficiale" dell'asteroide, non ricavato da misure, ma semplicemente stimato in precedenza sulla base della sua luminosità, attribuendogli una capacità media di riflessione della luce -Albedo- arbitraria, per similitudine con oggetti paragonabili a lui in quella zona). Il fatto è facilmente spiegabile: la stella (e l'asteroide che la occultava) si trovavano in quel momento a soli 18° di altezza sull'orizzonte, per cui l'ombra si distribuiva su una superficie ben più larga del suo diametro, per l'esattezza su una fascia larga 12,6 km. Un poco come succede al Sole passando dall'estate all'inverno. Non è che d'inverno il Sole sia più freddo o lontano (al contrario attorno al 3-4 gennaio avviene proprio il perielio, il punto in cui la Terra è più vicina al Sole), solo che (tralasciando altri fenomeni quali l'assorbimento atmosferico ecc.) in estate la luce del Sole a mezzogiorno arriva più in verticale (69,5° per l'esattezza nel giorno del Solstizio d'estate, 21 di giugno) di quanto accada invece in inverno (altezza del Sole a mezzogiorno del 21 dicembre = 22,5°). Questo fa si che la stessa quantità di luce (e di calore!) si distribuisce su una superficie più grande e quindi riscaldandola meno. Si erano prenotati per quell'osservazione 6 osservatori europei.

Fig. 13 - la previsione di ITALOccult per tale occultazione. Col blu il bordo dell'ombra asteroidale e con verde il centro della stella, che avrebbe dovuto passare ai confini fra Liguria e Toscana. Col telescopio in basso a destra sono indicate le postazioni di Baruffetti e Bigi. L'errore di previsone è dovuto essenzialmente al fatto che l'asteroide (veramente piccolissimo e poco luminoso) è visibile solo con grandi strumenti e quindi non esistono molte osservazioni (la più recente è di quasi 2 mesi fa) in grado di determinarne con estrema precisione l'orbita. Per giunta quest'ultima è continuamente cangiante, dato che un oggetto così "leggero" è facilmente influenzabile (si parla di perturbazioni orbitali), gravitazionalmente, non solo dalla posizione dei pianeti principali, ma anche degli altri asteroidi più massicci.

Oltre a Pietro e Michele c'erano un cèco e 3 slovacchi. In totale 4 non han potuto osservare, per meteo o, come dicevamo per Michele, per un problema tecnico; per cui gli osservatori sono stati solo due: Harman Marek e il nostro presidente Pietro Baruffetti (ma, come vedremo, non da solo). Harman Marek (uno slovacco che osserva da una zona centrale del paese, vicino al bel parco naturale Narodny park nizke Tatry (Parco Nazionale dei Bassi Tatra) il più grande parco nazionale della Slovacchia. Pur essendo a 1km dal bordo previsto, ha avuto un risultato negativo (mancata occultazione), mentre noi che eravamo 26 km a sud del percorso previsto per il centro dell'ombra, abbiamo assistito ad una rapidissima occultazione (della durata di 0,31s), che sta ad indicare che ci trovavamo abbastanza vicini al centro dell'ombra dell'asteroide. Infatti nota la velocità apparente dell'oggetto, relativa a Massa, di circa 15 km al secondo, 3,1s corrispondono ad una corda osservata di poco meno di 5 km su un diametro, come dicevamo, calcolato in poco più di 5,5 km.

Abbiamo usato il plurale perchè essendo giovedì, giorno della nostra riunione settimanale, avevamo deciso di saltare la riunione per permettere a chi avesse voluto di seguire questa (e altre 3) occultazioni previste quella sera fra le 21:23 e le 23:16 di ora estiva. Alcuni soci erano quindi rimasti a casa, mentre altri erano venuti a tentare le osservazioni a casa Baruffetti. Dal terrazzo del presidente, mentre ce ne stavamo "al calduccio" nella sua mansarda, l'evento è stato dunque visto in diretta sullo schermo del computer che effettuava la registrazione del filmato dell'occultazione, anche da Cristina Nardi, Luca Angeloni e Alessio Mosti. La piccolissima "strizzatina d'occhio" della stella è visibile nella curva di luce di fig 14 e nel frammento di filmato, in tempo reale, che chiude questa pagina.

Fig 14 - il diagramma (curva di luce) della luminosità della stella interessata dall'occultazione, nei minuti attorno all'occultazione stessa. La luce della stella (punti in giallo; mentre il celeste è l'andamento della luminosità di una stella di confronto - quella che si vede a destra nel filmato) ha oscillato di luminosità a causa dello scintillio dell'atmosfera, rimanendo però essenzialmente costante, tranne che nel brevissimo periodo (di 0,31s) in cui l'asteroide l'ha coperta facendola, di fatto, scomparire. In teoria in quegli istanti era visibile solo l'asteroide, ma, come diciamo nel testo, questo era veramente di infima luminosità

L'asteroide era stato anch'esso (vedi il caso) scoperto dal sistema automatico LINEAR, il 2 febbraio 2000.

 

Fig 15 - Il momento dell'occultazione della stella a causa del passaggio davanti ad essa di (50283) 2000 CO20. E' tratto dal filmato originale di Baruffetti, e l'occultazione avviene al secondo 19h37m43s (di Tempo Universale, il tempo di riferimento per le osservazioni astronomiche, pari al  tempo di Greenwich senza nessuna modifica per ora legale). Per l'esattezza la sparizione avviene fra gli istanti 43,45s e 43,76s.Abbiamo voluto lasciare il video in tempo reale per dare una idea della velocità dell'occultazione, dovuta alle dimensioni ridotte dell'asteroide e alla sua velocità combinata (fra la sua velocità di rivoluzone, la contemporanea rotazione e rivoluzone terrestre) di circa 12km/s rispetto a Massa.